Le emozioni ai tempi della tecnologia

In queste ultime ore, vedendo le immagini del diluvio che ha messo in ginocchio la città di Genova, lecita mi è apparsa una riflessione che poi tanto lecita, probabilmente, non è date le ormai assodate esigenze dettate dalle dure leggi della contemporaneità: tutto quello che accade, a noi stessi e al mondo che ci circonda, passa oggi attraverso l’obiettivo impreciso di un cellulare per poi essere condiviso on-line.

Mi riferisco alla diffusione di quel video registrato da una ragazza affacciata alla finestra della sua casa in Corso Sardegna che, angosciata e spaventata (turpiloqui a parte), filmava le terribili immagini delle strade inondate, l’acqua trascinava con sé tutto, dai corpi di essere umani che impotenti cercavano di sfidare la forza della natura ai cassonetti della spazzatura.

Questo non è il solo esempio, basta ricordare il filmato di qualche settimana fa che mostrava le ultime immagini di un Gheddafi morente, per non parlare poi del caso del parto in diretta trasmesso su una rete nazionale e che tra l’altro ha mandato in tilt un intero ospedale.

Diritto di cronaca che ormai, tramite i nuovi media, legittima tutto e tutti? O forse ci sono ancora dei sentimenti che dovrebbero essere tenuti per noi e delle emozioni che possono ancora arrogarsi il diritto dell’intimità?

Ecco, appunto: tu chiamale se vuoi, emozioni.

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4 responses to “Le emozioni ai tempi della tecnologia”

    • Roberta says :

      Uhuuuuu 🙂 Amo questa canzone, questa musica e questo video, soprattutto amo moltissimo il Faber. Ieri hanno trasmesso “Dolcenera”, ascoltare le parole con il senno di poi mi ha messo i brividi… :*

  1. Flower says :

    Tesoro…Dolcenera era stata scritta per l’alluvione di Genova del 1970 ( e molto probabilmente lo sai già)…in questi giorni penso tanto a cosa direbbe, scriverebbe, canterebbe Faber vedendo la sua città e i suoi concittadini oggi.
    Usano parole come inevitabile e imprevedibile…ma non è vero….dal 70 ad oggi si potevano fare tante cose ed evitarne tante altre e noi ripetiamo sempre gli stessi errori, viviamo gli stessi drammi e penso che non serve una nuova canzone di De Andrè per spiegare quello che viviamo…le vecchie vanno benissimo perchè restano sempre attuali.
    Povera Storia declassata dal suo rango di Maestra di Vita.
    Dolcenera è una delle mie canzoni preferite…all’inizio mi è entrata in testa per il suo ritmo incalzante, se non senti le parole e ti fermi alla musica pensi che sia allegra…poi ti fermi sul testo e ti vivi il dramma di un’acqua che diventa fango e ti soffoca.
    Sono passati 41 anni da allora e 45 esatti dall’alluvione di Firenze…e le persone continuano a morire perchè…a novembre piove.
    Pioverà ancora.

    • Roberta says :

      Sì, lo sapevo… solo che non avendo vissuto in qualche modo l’alluvione del ’70, non associavo le immagini a qualcosa di concreto come invece è avvenuto l’altro giorno, e mi sono venuti i brividi.
      Per il resto condivido ogni tua parola, non avrei saputo scrivere meglio, davvero… *.*

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