Questa Storia

Mi è venuta voglia di raccontarvi una storia che parla della mia terra, di coraggio e di qualcosa in cui credere.

Io sono Siciliana e quando il 23 maggio 1992 venne ucciso Giovanni Falcone con sua moglie e tutta la sua scorta, io avevo 7 anni e andavo in II elementare. Non ho molta memoria di quegli anni, ma probabilmente il tragico evento mi aveva colpito così tanto che la morte del Giudice è uno dei miei primi ricordi storici di quando ero bambina.

In quei giorni, e poi negli anni a venire, nelle scuole si faceva un’opera quasi martellante di sensibilizzazione. Ci dicevano, ricordo ancora benissimo: “SE VI ENTRA IN TESTA ORA, NON VE LO DIMENTICATE Più!”. Vidi i funerali di stato alla TV  e le parole strascinate della vedova Schifani, le sue lacrime di disperazione, io le ricordo ancora a memoria.

Ero rimasta così colpita che meno di due mesi dopo, quando morì Paolo Borsellino, ero in grado di ricollegare tutti gli eventi di cui parlavano al telegiornale e quella sera, prima di addormentarmi, giunsi le mani e pregai per loro.

Ma la cosa che mi aveva colpito più di tutte era stata la vicenda di Rita Atria, nome che probabilmente suonerà sconosciuto a molti.

La storia che vi voglio raccontare è proprio questa.

Rita Atria è una ragazza di Partanna, figlia di un boss mafioso, che nel luglio del 1992 ha 17 anni. Quando le ammazzano il padre e poi il fratello, decide di parlare per vendicare la loro memoria, di dire tutto quello che ha visto e che le è stato raccontato. Rita Adria decide di fidarsi di Paolo Borsellino, un uomo buono e onesto che le sorride gentilmente e a cui si legherà come ad un padre. Così lei parla, parla… racconta fatti, fa nomi importanti, collabora con la giustizia e fa arrestare un sacco di persone.

Ripudiata dalla madre e dal fidanzato con l’accusa di aver tradito l’onore della famiglia, Rita rinuncia a tutto, viene inserita in un programma di protezione e trasferita segretamente a Roma, dove inizia una vita clandestina lontano da tutto e tutti.

Ma quell’estate Paolo Borsellino viene ammazzato e il 26 luglio 1992, appena una settimana dopo la strage di Via d’Amelio, Rita scrive:

Borsellino, sei morto per ciò in cui credevi, ma io senza di te sono morta.

Così, nel totale sconforto e nella sua solitudine, decide di farla finita pur di non rimangiarsi tutte le sue accuse e si lancia dal 7^ piano della sua abitazione romana.

Al suo funerale in paese non andrà nessuno, nemmeno la madre che poco tempo prima aveva addirittura minacciato di morte quella figlia con la lingua troppu longa e amica degli sbirri. Si recherà al cimitero soltanto alcuni mesi più tardi portando con sé un martello con cui frantumerà la lapide della figlia.

A me questa storia aveva messo i brividi e non so perché mi sia ritornata in mente proprio oggi, ma in questo momento in cui il nostro paese è messo e ci mette a dura prova, ho proprio sentito il bisogno di rifugiarmi nel pensiero e nel ricordo di quell’Italia coraggiosa che non muore.

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2 responses to “Questa Storia”

  1. iraida2 says :

    Questa storia la conoscevo. Hai ragione, mette i brividi e per chiunque la racconti o l’ascolti è di forte impatto emotivo.
    Grazie per averla ricordata a tutti noi.

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